
3) Il dubbio come via per arrivare alla Verit.
    In questo brano tratto dal De vera religione Agostino,
partendo dal dubbio, arriva alla scoperta che la mente umana non
pu rinunciare all'orizzonte della Verit. All'inizio del brano
troviamo il famoso Noli foras ire (Non uscire fuori ...)

De vera religione, trentanovesimo, 72-73 (vedi manuale pagine 225-
226).

1   [...] Esamina che cosa mai  ci che ci avvince ai piaceri del
corpo, e troverai che altro non  se non una certa armonia,
giacch se i disaccordi generano dolore, gli accordi producono
piacere. Riconosci adunque qual  l'accordo perfetto; e non voler
uscire da te stesso per trovarla, la verit abita nell'interno
dell'uomo, e se troverai mutevole la sua natura, trascendi anche
te stesso. Ricordati per che nel trascendere te stesso tu
trascendi un'anima razionale, e che quindi tale superamento tu
devi tentarlo mirando col donde s'accende ogni luce di ragione.
Dove infatti arriva ogni buon ragionatore se non alla verit? La
verit non ritrova se stessa con il ragionamento, in quanto essa 
ci che con il ragionare si cerca: osserva qui un'armonia
superiore ad ogni altra, e fa' di tutto per essere anche tu in
accordo con essa. Confessa di non essere tu ci che  la verit,
poich essa non cerca se stessa; tu invece, cercandola non nello
spazio, ma con l'affetto dell'anima, sei giunto a lei per unirti,
come uomo interiore, con lei, ospite tuo, non con il piacere basso
della carne, ma con una volutt suprema e spirituale.
2   Se tu non comprendi bene quello che io dico, e se dubiti che
ci sia vero, guarda almeno se tu non sei sicuro di un tale tuo
dubitare e se ne sei sicuro, cerca donde mai ti derivi tale
sicurezza; non ti si presenter certo in tale ricerca la luce del
Sole materiale, ma la luce vera che illumina ogni uomo che viene
in questo mondo. Questa luce non si pu vedere con gli occhi del
corpo, n con quelli con i quali ci riferiamo ai fantasmi,
suscitati nell'anima nostra attraverso gli occhi stessi, ma
sibbene tale luce si trova con quell'occhio per cui agli stessi
fantasmi si dice: Voi non siete quello che io cerco, n quello per
cui io giudico, e ci che tra voi io trovo di brutto, io lo
disprezzo, e ci che di bello, lo approvo; migliore di questo 
per quello in rapporto a cui e disprezzo e approvo; perci questo
io di gran lunga antepongo non solo a voi fantasmi, ma anche a
tutti i corpi, dai quali io vi ho attinto.
3   A una tale regola, una volta intuita, da' questa formula:
Chiunque comprende di essere in dubbio, vede una cosa sicura della
quale  certo: dunque egli  certo del vero. Pertanto chiunque
dubita se la verit esista, ha in s alcunch di vero di cui non
pu dubitare; ora vero non  tale se non in forza della verit. E'
necessario dunque che pi non dubiti della verit chi ha potuto in
qualche modo dubitare. Dove tutto ci si vede quivi  luce senza
spazio locale e temporale, e senza i fantasmi che da tutto ci che
 nello spazio e nel tempo derivano.
4   Possono forse queste verit venir meno, anche se scomparissero
quelli che ragionano, e andassero a languire nell'inferno degli
uomini carnali? No, perch non  il ragionare che crea la verit,
esso solo la scopre: la verit quindi esiste in s anche prima che
sia scoperta, ed una volta scoperta essa ci rinnova.
 (Agostino, La vera religione, Paravia, Torino, 1945, pagine 74-
75).

